Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Manuela Carmena e Ada Colau: l'incredibile risultato di due donne nelle elezioni spagnole

A dispetto dei sondaggi sfavorevoli degli ultimi mesi, Podemos potrebbe esprimere i sindaci delle due maggiori città della Spagna, Madrid e Barcellona.

Nella capitale, il partito di Pablo Iglesias ha presentato una lista di “unità popolare” in alleanza con vari movimenti civici, chiamata “Ahora Madrid” e capeggiata dalla giudice in pensione Manuela Carmena. Carmena è un vero e proprio simbolo dell’antifascismo spagnolo: all’indomani della caduta di Franco, fu co-fondatrice dello studio di avvocati lavoristi che subì un sanguinoso attentato fascista nel 1977 (strage di Atocha). La sua carriera di giudice è stata caratterizzata dalla lotta contro gli abusi della polizia.

Regionali 2015: eppur si muove

Che quello dell’astensione sia il vero partito di maggioranza relativa nel nostro paese è un dato ormai consolidato. Nel Mezzogiorno – per varie motivazioni storiche, politiche e sociali – va ancora peggio. Con le elezioni europee si è toccato il punto più basso della storia repubblicana: ha votato il 51% degli aventi diritto in Campania e Puglia, il 45% in Calabria, appena il 42% in Sicilia. La sensazione è che per le prossime elezioni regionali le percentuali possano abbassarsi ancora. In Calabria – dove si è votato lo scorso autunno – ha preso parte al voto poco più del 43% degli aventi diritto, circa 17 punti percentuali in meno rispetto alla precedente tornata per l’elezione del Presidente del consiglio regionale. Il tutto sicuramente viziato dall’indecoroso spettacolo offerto dalla classe politica a livello nazionale quanto regionale: semplificando il concetto, potremmo affermare che solo i consigli regionali della Valle d’Aosta e del Friuli Venezia Giulia sono rimasti immuni da scandali, inchieste e denunce per l’utilizzo distorto di rimborsi destinati all’attività politica dei gruppi consiliari. Questa circostanza – purtroppo – non ha riguardato solo il Trota o Nicole Minetti, ma ha tristemente toccato in modo trasversale quasi tutte le forze politiche, a partire dal Pd e da Forza Italia, fino al M5S, come nel caso emiliano.

Ombrina: una risposta allo Sblocca Italia

Il 23 maggio tutto l’Abruzzo sarà contro Ombrina, Elsa 2 e Rospo Mare. Tre nomi affascinanti, ancora troppo poco conosciuti, ma che già sono un simbolo per tante e tanti cittadini e attivisti. Ignorando ogni ipotesi di riconversione industriale e di sviluppo sostenibile abbandonando le fonti fossili inquinanti. I pochi interventi pubblici di Renzi sul tema sono rimasti chiacchiere contentue in discorsi ed interviste confezionate per l’occasione di viaggi all'estero.

La realtà è che siamo in una fase in cui dall'alto è in corso un attacco durissimo tanto ai conflitti ambientali che ai nostri territori. È questo il tema al centro delle manovre e degli effetti tangibili dello Sblocca Italia. Portare le decisioni fuori dai territori, frantumare qualsiasi processo democratico inerente lo sviluppo locale, svendere il territorio italiano per pochi spiccioli in nome di una ridicola attrattività per gli investitori. Non è una favola, ma evidentemente un incubo. 

European Agenda on Migration: chi ha paura del migrante?

L’Europa “passa all’azione” sulla questione migranti

Pare che “finalmente l’Europa (sia) pronta ad assumersi le sue responsabilità”. Lunedì 11 maggio Federica Mogherini, ex ministro degli esteri italiano e attuale alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, ha parlato davanti al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per ottenere una prima approvazione riguardo la parte “militare” della strategia che l’Unione vuole mettere in piedi per rispondere alla “emergenza migranti”. Il piano europeo, chiamato European Agenda on Migration, è stato ufficialmente presentato dalla Commissione a Bruxelles il 13 maggio. L’Agenda, che dovrebbe svilupparsi su un periodo di cinque anni (2015-2020), prevede una strategia d’azione differenziata che distingue tra le  soluzioni da adottare nel breve periodo, e le azioni di coordinamento tra gli stati membri che puntano ad essere realizzate entro il 2020. La European Agenda giunge in un momento e all’interno di un contesto ben precisi. 

Migranti: perché le quote UE non sono la risposta

In Unione Europea si discute di fissare delle quote di migranti da allocare nei diversi Paesi, peraltro ridottissime, peraltro con la contrarietà di mezza Unione, che preferisce fare campagna elettorale sul respingimento. Anche se le quote ammontassero a un numero maggiore di quello dei richiedenti, si tratterebbe comunque di un'ipotesi tremenda. Perché? Perché fissare una quota di migranti in ingresso da smaltire svaluta ulteriormente la vita umana, da merce, status a cui era già scesa (capitale umano) nel mondo moderno, a rifiuto speciale, da differenziare e trattare.

Il voto britannico, tra paura e disillusione

Vince Cameron, vince la paura.

A dispetto di sondaggi e scenari della vigilia, le elezioni britanniche hanno registrato un’inaspettata affermazione del partito Conservatore. La vittoria di David Cameron è stata costruita su una spessa coltre di paura. La paura viscerale che l'Inghilterra profonda ha dei nazionalisti scozzesi e di un loro coinvolgimento nel governo del paese, la paura di quello che succede e arriva dall'Europa, la paura di compromettere una fragile ripresa economica mandando al potere il mai abbastanza carismatico Ed Miliband. Il leader di un Labour Party sconfitto perchè incapace di costruire una chiara prospettiva alternativa all'austerity, una visione del futuro del Regno Unito e del suo ruolo in Europa.

5 maggio, la scuola sciopera: una grande occasione per l’alternativa a Renzi Bonaparte

In questo ultimo mese nelle scuole è scoppiata la rivolta contro il Disegno di Legge 2994 del Governo Renzi in materia di istruzione, oggetto di proposta e finta consultazione online nell’autunno scorso.

La “Buona Scuola” è un progetto che mette insieme quanto di peggio è stato legiferato dal 2007 in avanti: risoluzione del precariato manu militari; torsione autoritaria dell’autonomia scolastica insoluta dalla fine degli anni novanta ad oggi; ristrutturazione delle regole didattiche in funzione della progressiva riduzione della spesa pubblica.

Bertolt Brecht, la parte del torto e l'arte di perdere la ragione

Una celebre frase di Bertolt Brecht, che a sinistra è più citato di Oscar Wilde in uno stabilimento dei Baci Perugina, dice: “ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”. È utile precisare che il drammaturgo tedesco intendeva dire “ci sedemmo dalla parte degli ultimi, degli emarginati, degli sfruttati invece che da quella, assai affollata, di chi difende il potere”.

Evidentemente c'è chi ha frainteso quel verso pensando volesse dire “non accontentarti di avere ragione, passa anche tu dalla parte del torto”.

Sottoscrivi questo feed RSS

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info