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L'ultima settimana del Giro d'Italia: arrivano le Dolomiti

basso scarponiMancano 5 giorni alla fine del Giro d'Italia 2012, e sono quelli decisivi. Tra meno di 800 km il gruppo arriverà a Milano, e la corsa è ancora apertissima. Oggi la prima delle tappe decisive, sulle Dolomiti. Venerdì e sabato altri due durissimi tapponi di montagna, e domenica la cronometro finale a Milano. I favoriti restano Ivan Basso, il vincitore dello scorso anno Michele Scarponi, il temibile Roman Kreuziger, la maglia rosa Joaquin Rodriguez e il sorprendente Ryder Hesjedal. Ma stanno andando molto forte anche Tiralongo, Pozzovivo e Uran.

Si comincia oggi, con la Falzes-Cortina d'Ampezzo. Quattro i colli da superare: il passo Valparola a inizio tappa, e poi, uno dietro l'altro, il passo Duran, la forcella Staulanza e il passo Giau (dal versante più duro, tra l'altro, quello dell'Agordino). Poi 14 km di discesa e l'arrivo alla perla della Dolomiti. È probabile che i grandi provino a evitare il più possibile di darsi battaglia, dato ciò che li aspetta venerdì e sabato, ma negli ultimi 70 km non c'è un metro di pianura, e se qualcuno sarà in grado di fare la differenza sul Giau, riprenderlo sarà un'impresa. A meno che, chiaramente, non si tratti di Ivan Basso, che notoriamente non ama le discese.

Domani si riparte da San Vito di Cadore per scendere nella pianura trevigiana, costeggiando il Piave per gran parte della tappa e arrivando a Vedelago (paese natale di chi scrive). Si può tranquillamente scomettere su medie bassissime: le squadre degli uomini di classifica punteranno semplicemente a tenere al coperto i propri capitani, mentre davanti sarà battaglia tra i velocisti, alle prese con l'ultimo traguardo alla loro portata.

Venerdì fuoco alle polveri: si parte da Treviso e si va verso il Trentino e l'Alto Adige. Oltre al passo Manghen, i corridori dovranno scalare per ben due volte l'Alpe di Pampeago. La prima volta, però, è piuttosto distante dall'arrivo, ed è probabile che in molti preferiscano aspettare il secondo giro, cioè la salita finale, per dare l'assalto.

Sabato, una tappa epica. Talmente dura da rendere praticamente impossibile prevedere cosa possa succedere. 219 km, contenenti colli di tutto rispetto come il Tonale e l'Aprica (anche se dal lato più facile) e soprattutto due mostri sacri del ciclismo: il Mortirolo, che affrontato da quel versante è una delle salite più dure al mondo e ha già deciso parecchie edizioni della corsa rosa, e il venerabile Stelvio, Cima Coppi del Giro, non ripidissimo, ma semplicemente interminabile, con i 22 km che portano da 1209 metri di altitudine sul livello del mare ai ben 2757 del traguardo. Per ben due volte, nel 2006 e nel 2010, Basso fu il primo a passare in vetta al Mortirolo, ed entrambe le volte si portò a casa la maglia rosa finale. Quest'anno, attaccare sulla salita dedicata a Marco Pantani sembrerebbe una follia, con lo Stelvio davanti: ma chi sarà in grado di farlo, avrà il Giro in tasca.

A scompaginare le carte arriverà poi la tappa finale. A Milano, invece della consueta passerella, ci sarà una cronometro potenzialmente decisiva. 30 km di assoluta pianura, in un circuito cittadino, permetterebbero a uno specialista di fare la differenza, recuperando quanto perso in salita. Ma finora, né nel cronoprologo in Danimarca, né nella cronosquadre di Verona, nessuno degli uomini di classifica si è dimostrato particolarmente superiore agli altri. Di certo, d'altra parte, Basso e Scarponi subiranno la tappa, ed è quindi probabile che provino ad accumulare più distacco possibile nei giorni precedenti. Ma la cronometro finale è in ogni caso una storia a sé, come le prestazioni di Pantani a Lugano e ad Eurodisney nel 1998 dimostrano, e spesso a vincere non è uno specialista ma semplicemente chi ha più energia nelle gambe, chi paga meno le centinaia di km di salita accumulati. Chiunque sia, la maglia rosa finale sarà sua.

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 14:21

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