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MegaUpload & Anonymous la guerra telematica è in corso

Megavideo censurataLa guerra telematica è iniziata. All’indomani dello sciopero di 12 ore contro SOPA e PIPA, a cui avevano aderito, tra gli altri, Wikipedia e Google, l’FBI chiude Megaupload e Megavideo con l’accusa di violazione di copyright. Il fondatore del sito, Kim Schmitz, è stato arrestato insieme ad altre tre persone in Nuova Zelanda, mentre altre due persone sono ricercate e numerose risultano incriminate. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Kim Schmitz e i suoi soci Finn Batato, Julius Bencko, Sven Echternach, Mathias Ortmann, Andrusnomm, e Bram Van Der Kolk, sarebbero membri di una “Mega Conspiracy”, un’organizzazione criminale internazionale volta all’infrazione delle norme del copyright , con un lucro stimato nell’ordine dei 500 milioni di dollari. Il fondatore, reo di aver contribuito alla diffusione di film e video gratuitamente a milioni di utenti, rischierebbe 50 anni di carcere. 

il sito dell'FBI è offlineLa risposta della rete non si è fatta attendere. Intorno alle 23.30 ora italiana i pirati di Anonymous hanno sferrato l’attacco, paralizzando progressivamente i siti del Dipartimento di Giustizia americano, dell’U.S. Copyright Office, della Motion Picture Association of America, della Recording Industry Association of America e della UniversalMusic e addirittura il sito dell'FBI è offline. Anche il sito della Siae francese, l'Hadopi, è finito nel mirino dei pirati, probabilmente a causa delle entusiastiche dichiarazioni del presidente Sarkozy a proposito dell'azione americana contro MegaUpload.
Alcuni dei siti colpiti sono ancora indisponibili.

Non si tratta, al contrario di quel che riportano molti giornali, di un semplice attacco hacker, bensì di un attacco DDoS (Distributed Denial of Service). È una tipologia di attacco informatico in cui si porta al limite delle prestazioni il funzionamento di un sistema informatico che fornisce un servizio, come il server di un sito web, lavorando su uno dei parametri d'ingresso, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio, e mandando quindi il sito offline. Per condurre un attacco DDoS è necessario che centinaia di computer operino contemporaneamente sullo stesso sito: nell'attacco di stanotte si stima che abbiano lavorato 6000 computer da tutto il mondo.

È l'ennesimo scontro sul tema del diritto d'autore, tra le major impegnate a difendere i propri profitti da un lato, e gli utenti dall'altro, che indipendentemente dalle leggi e dai divieti continuano ad utilizzare numerosi strumenti per accedere gratuitamente in particolare a canzoni e film. 

Ma l'attacco non è finalizzato solo a distruggere. Poche ore dopo la chiusura Megavideo è riapparso online sul sito megavideo.bz. Il sito ancora instabile e sovraccarico, sembrerebbe però effettivamente funzionante su un dominio del Belize, anche se si moltiplicano le voci per cui si tratterebbe di un fake.

Nel frattempo, anche se non sembra essere direttamente connesso agli altri attacchi è sospeso anche il sito internet di Equitalia a causa di un attacco di hacker informatici, il sito internet dell'agenzia di riscossione potrebbe non essere accessibile nelle prossime 24 ore.

Anonymous Twitter

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 15:43
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