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Blitz contro il ministero della salute, Meno tagli più prevenzione

“Meno tagli più prevenzione. L’austerity minaccia le nostre vite”, questo è l’allarme che le attiviste e gli attivisti di QueerLab hanno voluto lanciare questa mattina, in occasione della Giornata mondiale della lotta contro l'AIDS, con un blitz al Ministero della Sanità. “In un momento in cui il governo Monti mette in dubbio la sopravvivenza del Sistema Sanitario Nazionale, vogliamo puntare il dito contro i tagli alla prevenzione e all’assistenza alle persone che vivono con HIV e ai malati di AIDS”, hanno dichiarato gli attivisti chiedendo nuove misure per l’informazione, a partire dalle scuole, sull’HIV, l’AIDS e le malattie sessualmente trasmissibili (MST). “I dati sulla diffusione dell’Hiv e dell’Aids in Italia, diffusi dall’Istituto Superiore di Sanita’, forniscono un quadro preoccupante. Con circa 4.000 infezioni l’anno, l’Italia, cosi come rilevato dalla LILA, si conferma un paese a incidenza medio-alta, con criticita’ nelle diagnosi tardive e nelle modalita’ di infezione. Questi dati, che evidenziano carenze nella qualita’ dell’informazione e dei servizi alle persone, danno un segnale chiaro: bisogna ridurre i tagli alla sanita’ ed investire nella prevenzione”.

 

“Non è casuale l’allarme sulla Grecia lanciato dall’Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie. In uno dei Paesi piu’ colpiti dalla crisi e’ in forte aumento il numero dei contagiati, soprattuto tra persone che usano droghe per iniezione. La crisi minaccia le nostre vite anche in questo modo e la risposta non possono essere i tagli ma, come ricordato dalle autorità sanitarie europee, nuovi e più efficaci interventi sull’informazione”.

“Ben venga che nel nuovo spot del Ministero della Salute, con testimonial Raoul Bova, si sia tornato a parlare di preservativo”, è il commento positivo dell’associazione romana. “L’anno scorso si puntava tutto sull’invito a fare il test, anche se è importante farlo spesso per intervenire subito, è evidente che il test non ferma il contagio. Dopo la circolare RAI del 2011 che impediva l’utilizzo della parola preservativo, è importante che il Ministero lo abbia messo in primo piano nel suo spot, ma non basta”.

“Per esperienza diretta sappiamo che le nuove generazioni sono scarsamente informate sulla trasmissione dell’HIV e della MST. La spontaneità nell’utilizzo del preservativo non e’ cosi diffusa come dovrebbe essere”, commentano gli attivisti di QueerLab. “Questa percezione e’ confermata dai dati sulle diagnosi tardive: il 56.4% dei contagiati nel 2011 arriva alla diagnosi di positivita’ in uno stato di compromissione, inconsapevoli cioe’ di aver contratto il virus gia’ da tempo. Fanno cioè il test quasi per caso e non perche’ consapevoli di aver avuto un rapporto a rischio”.

“Dignosi tardiva non significa solo non aver fatto il test. Significa scarsa o errata percezione del rischio, signfica avere informazioni insufficienti su una patologie che puo’ essere evitata semplicemente: con l’uso del preservativo”, conclude rLab citando l’analisi della LILA.

Ultima modifica ilVenerdì, 18 Ottobre 2013 14:25
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