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Napoli: incendio alla città della scienza, l'8 marzo gli studenti scendono in piazza

  • Scritto da  Redazione
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Napoli: incendio alla città della scienza, l'8 marzo gli studenti scendono in piazza

Erano circa le ventuno di ieri a Napoli quando una terribile notizia ha cominciato a circolare, pian piano confermata da immagini e video agghiaccianti: in fiamme la Città della Scienza. Il polo museale e di ricerca di Bagnoli, ormai è noto, è stato letteralmente distrutto da un devastante incendio. Ci si interroga ancora sulla natura delle fiamme ma ciò che il giorno dopo più colpisce è la distruzione di una delle realtà migliori della città di Napoli e della Campania, figlia di una stagione di rinascita culturale e civile.

La Città della Scienza era il centro del progetto di riqualificazione dell’area industriale dell’ex Italsider, gigante dell’acciaio che decenni fa qui ha scritto pagine di storia che oggi riviviamo con le vicende legate all’Ilva e alla città di Taranto. In quel quartiere grigio e impoverito dalla deindustrializzazione, la Città della Scienza rappresentava un esempio di riqualificazione e rinascita urbana tramite un investimento in cultura e saperi. Purtroppo l’incendio ha distrutto in poche ore dieci anni di lavoro per la costruzione di un polo all’avanguardia nella diffusione della cultura. Un museo interattivo, planetario, centro congressi, centro di alta formazione e un’area per mostre d’arte: soltanto alcune delle attrazioni per un polo visitato in media da 350 mila visitatori l’anno, tra cui tantissime studentesse e studenti. Una realtà che nel tempo aveva conquistato la città assumendo un ruolo centrale anche in virtù dell’alto valore simbolico rivestito.

Oggi, quando le fiamme sono state spente e resta lo scheletro di quella struttura enorme, le pagine dei giornali si riempiono di supposizioni e analisi, di sconforto e voglia di rivalsa. La verità tuttavia ha le sue radici in una decennale dequalificazione del concetto di saperi e in generale in un sostrato culturale assoggettato alle dinamiche della criminalità organizzata. L’assioma di base “con la cultura non si mangia” è il classico modo per giustificare la "necessità" negli ultimi anni di tagliare i finanziamenti a scuole, università, musei, teatri e tanto altro ancora. La colpa è di chi ha imposto nella coscienza delle persone l’inutilità dei poli culturali, belli sì, ma inutili ai fini del profitto e dello sviluppo; ma soprattutto delle organizzazioni criminali che con la coercizione svalutano la concezione di cultura perché è l’arma più forte che una cittadinanza può avere per riscattarsi dalla loro morsa. La Rete della Conoscenza dichiara "questo non è il primo e non sarà l’ultimo attacco alla cultura se l’unico compromesso che saremo disposti ad accettare è quello tra il capitale e il lavoro, tra il capitale e il sapere come strumento di finanziarizzazione per la costruzione del welfare. E da qui dobbiamo ripartire." 

Per questi motivi, la Rete della Conoscenza ha convocato una manifestazione per venerdì 8 marzo per rivendicare la ricostruzione della Città della Scienza in tempi brevi e con essa un piano di investimenti straordinari capace di rilanciare la cultura e la formazione in Campania e in tutto il paese. 

"Siamo convinti che l’uscita dalla crisi passi anche da qui, da Bagnoli", recita una nota della Rete della Conoscenza: "perchè solo tramite i saperi e il lavoro è possibile ricostruire un tessuto sociale ormai dissolto, rilanciare una ricchezza sociale e non finanziaria, restituire dignità a coloro a cui è stata sottratta da politiche di austerità e disinformazione."

Ultima modifica ilMartedì, 22 Ottobre 2013 20:14
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