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Siccità in Italia fra allarmi e preghiere

Siccità in Italia fra allarmi e preghiere

Ancora una volta è allarme siccità nel nostro paese. Purtroppo un allarme fondato.

E nonostante le istanze ambientaliste rimangano sempre relegate ad un ambito marginale da chi sostiene che questo mondo non sia modificabili, i dati sulle piogge nel nostro paese da settembre sembrano essere piuttosto severi: ad appena il 30% dei valori standard. 

Il climatologo Giampiero Maracchi sostiene che sia concreto il rischio razionamento dell'acqua in estate. "Le precipitazioni non sono state sufficienti a riempire pozzi, fiumi e invasi, da dove proviene l'acqua che si beve. D'ora in poi, anche se dovesse piovere normalmente, l'acqua caduta non si accumulerà per effetto dell'evaporazione".

 

Con i cambiamenti climatici – spiega Maracchi – "le perturbazioni si sono spostate sul Nord Europa ad alte latitudini"; secondo il climatologo negli ultimi 10 anni questa situazione si è verificata ogni 2-3 anni circa.
E la mancanza di piogge sta provocando effetti pesanti tanto nelle città, dove si parla di razionamenti, quanto nelle campagne, dove nei terreni eccessivamente duri non si riesce a seminare, mentre per le colture in campo scarseggia l'acqua per la fase di crescita primaverile.

Una carenza idrica testimoniata anzitutto dalla siccità di gran parte dei corsi d’acqua settentrionali: i grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono circa 30 centimetri al di sotto del livello stagionale. A destare preoccupazione anche il Po, che nei pressi di Cremona ha raggiunto 6 metri e 70 centimetri sotto il livello zero, troppo vicino alla grande secca del giugno 2006. 
In Lombardia la mancanza di pioggia sta creando problemi gravi alla germinazione del mais. In Toscana ed Emilia Romagna si teme un abbattimento del 50% dei cereali e ortaggi, e in Veneto si trovano a rischio soprattutto grano e orzo. La Sardegna ha già avviato le pratiche per dichiararsi in stato di calamità naturale.

E contro la siccità ci si affida alle preghiere per far piovere. Un invito a pregare per il "dono della pioggia" è stato rivolto dall'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, che ha invitato anche a riflettere sulla necessità di una maggior sobrietà nei consumi a garanzia di "un accesso equo, sicuro e adeguato all'acqua". Una difficoltà, continua il porporato, che "non riguarda soltanto i nostri fiumi, i nostri laghi e le nostre campagne o le nostre dispense, ma mette in discussione anche il nostro stile di vita".

Ultima modifica ilMartedì, 22 Ottobre 2013 19:48
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