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EDISU Piemonte: 7000 borsisti a spasso

  • Scritto da  Filippo Ortona
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E' notizia di ieri che 7000 borsisti "idonei" sono rimasti senza borsa di studio, circa il 70% degli aventi diritto. Sino all'anno scorso il Piemonte era una delle poche regioni italiane in grado di garantire il 100% delle borse di studio a tutti gli studenti giudicati idonei a riceverla. Era un motivo di vanto per le amministrazioni locali (ormai in Italia l'applicazione dei diritti – per di più costituzionali – è l'eccezione rispetto alla regola), tanto da farne uno spunto per la costruzione di discorsi fondati sulla riconversione economica: la campagna comunale di Piero Fassino alle ultime elezioni si è fondata - tra le altre cose - sul passaggio da una Torino grigia, fordista e disoccupata ad una fantomatica “città della conoscenza”, ricca di università e opportunità per i giovani.

Ed effettivamente negli ultimi anni si è fatta molta pubblicità sulla “metropoli leggera”, incardinata sui processi della conoscenza, sulla cultura e sulle attività giovanili. Salvo poi approvare piani regolatori con infinite varianti tutt'altro che leggere (quattro grattacieli in un anno, passanti e contropassanti, centri commerciali, quartieri residenziali inutili a spese del verde urbano, etc.) e tagliando i fondi a qualunque attività culturale non legata a specifici interessi di aziende o politici (non ultimo lo storico Museo della Resistenza, che rischia di chiudere).

In questo contesto la “questione EDISU” (l'ente per il diritto allo studio piemontese, che amministra i fondi regionali del DSU) brilla per capacità di esemplificazione. Nel giro di pochi mesi si è passati dalla copertura del 100% delle borse allo... zero. Il 16 dicembre sono uscite le graduatorie definitive per la borsa di studio, e circa 8000 studenti sono rimasti esclusi, cioè dichiarati “idonei” ma “non beneficianti”. I 4000 fortunati, ad oggi, pur se “vincitori”, non hanno ancora ricevuto alcun versamento. Al momento, infatti, l'EDISU non dispone di alcun fondo per le borse, a parte qualche milione per il funzionamento delle strutture.

La responsabilità di ciò ricade interamente sulla Regione e sulla sua maggioranza a guida Lega Nord. L'assessore Elena Maccanti (Lega) ha dichiarato un mese fa che il diritto allo studio non era una priorità della Regione, laddove invece lo sono l'assistenza agli anziani e altri servizi legati a stretto giro all'elettorato piemontese della Lega. Su questa scelta politica si è instaurata una retorica di stampo xenofobo: se ci sono pochi soldi, bisogna garantire prima di tutto gli studenti piemontesi. Già un anno fa, a seguito delle proteste dei borsisti per i tagli annunciati all'EDISU, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota (Lega) avanzò la proposta che a pagare le borse agli studenti non piemontesi fossero le regioni "originarie" degli stessi.

Nonostante anche in altre regioni si stiano affermando tendenze simili – tagliare i fondi, giustificarli con retoriche xenofobe e/o meritocratiche, ad esempio il caso dell'Emilia-Romagna - il Piemonte è il primo luogo dove si verifica un disastro di così grandi proporzioni. In aggiunta a tratti di incapacità amministrativa e retrogusti di suicidio economico. L'indotto economico legato ai borsisti è importante per la città e la Regione; e se avessero voluto tagliare avrebbero potuto farlo almeno studiandosi tempi e modi tali da non rendere la situazione improvvisamente emergenziale. Invece, da un giorno all'altro, si passa dal 100% delle coperture al 30% (nelle previsioni più ottimistiche).

Il caso dell'EDISU, che si assomma a tanti altri (non ultimo Mirafiori), ci fornisce un quadro della situazione dello sviluppato, moderno e tecnologico Nord Italia. Si sta affermando un tipo di potere con preoccupanti tendenze autoritarie e corrotte, che non vuole sentire ragioni in merito alla gestione dei conflitti e che rifiuta qualunque tipo di redistribuzione sociale. Una atteggiamento tanto più preoccupante quanto più gravemente si evolve la crisi economica, in uno stridere di contraddizioni dal suono lugubre e grottesco.

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Ultima modifica ilVenerdì, 18 Ottobre 2013 17:37
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