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"No alle espulsioni di Leonarda e Ketchic" gli studenti italiani solidali con le proteste francesi

"No alle espulsioni di Leonarda e Ketchic" gli studenti italiani solidali con le proteste francesi

Oggi in Francia le studentesse e gli studenti scendono nuovamente in piazza per chiedere il rientro immediato di Lèonarda e Ketchic, gli studenti espulsi e rimpatriati il mese scorso perché irregolarmente presenti sul suolo francese. "Leonarda e Ketchic siamo noi" è l'urlo a cui gli studenti italiani si sono uniti. Con blitz notturni alla sede della Commissione Europea a Roma e al consolato francese a Bari, e striscioni da diverse scuole gli studenti della Rete della Conoscenza hanno manifestato solidarietà attiva alle proteste francesi e una ferma contrarietà a tutte le politiche di respingimento adottate in Europa.

I due studenti espulsi sono il ragazzo armeno, Khatchik Kachatryan, 19 anni, arrestato a settembre per furto in un grande magazzino ed espulso il 13 ottobre e Leonarda, giovane rom kosovara che è stata espulsa mentre era in gita scolastica il 9 ottobre.

"Crediamo che la battaglia per il ritorno in Francia di Leonarda e Ketchic sia anche una nostra battaglia, come studenti e cittadini del mondo. E' una battaglia contro le politiche discriminatorie in materia d'immigrazione dell'Europa intera. - dichiara Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti.L'espulsione degli studenti francesi non può che farci pensare infatti a ciò che quotidianamente avviene lungo le coste siciliane o calabresi alla disumanità che caratterizza la Bossi-Fini o a quella che si vive all'interno dei CIE italiani. "

Secondo Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK-Coordinamento Universitario- "piuttosto che rendere realmente inclusive le politiche in materia d'immigrazione a livello comunitario si preferisce costantemente criminalizzare e respingere chi arriva in Europa in cerca di speranza. Se l'Europa considera chi fugge da guerre, persecuzioni o situazioni di estremo disagio sociale ed economico un clandestino, allora noi ci sentiamo di dire che siamo tutti clandestini"

"Le politiche anti-crisi imposte in Europa hanno provocato in questi anni la distruzione dell'istruzione pubblica e l'esclusione sociale di un'intera generazione, che, a prescindere dalla nazionalità, oggi non ha accesso a diritti, welfare e lavoro - continua Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza - In queste settimane gli studenti italiani si stanno mobilitando nelle scuole e nelle università contro il governo e le sue ricette economiche. La democrazia è tale solo se è capace di includere e non discriminare, in questi anni si è scelto contro l'interesse delle comunità la strada opposta, marginalizzando fette sempre più larghe di popolazione e attaccando al cuore i diritti e la democrazia. 

Le iniziative fanno parte del percorso di avvicinamento alla mobilitazione nazionale studentesca del 15 novembre.

Ultima modifica ilMartedì, 05 Novembre 2013 09:08
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