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Nigeria: sciopero generale a oltranza

Nigeria Labor Congress: i lavoratori nigeriani in protesta

A origine dello sciopero generale c'è la decisione del governo Goodluck Ebele Jonathan, dietro sollecitaizone del Fondo monetario internazionale, di adottare ulteriori tagli all'intervento statale: in particolare è stato approvato un taglio di 8 miliardi di dollari sui sussidi per i combustibili.  La decisione ha fatto impennare il prezzo dei carburanti: da 65 naira per litro (0.30 euro) è salito a 150 naira (0,72 euro), una cifra esorbitante in un Paese dove la maggioranza della popolazione vive con meno di due dollari al giorno (1.5 euro). 

Questa scelta sta provocando un'inflazione nel costo della vita che – secondo una dichiarazione congiunta del 7 gennaio di Nigeria Labor Congress e Trade Union Congress – "provoca una situazione nella quale i nigeriani non potranno più permettersi i prezzi del carburante e soprattutto l'iper-inflazione figlia di queste politiche sbagliate e inique".

Dinanzi a ciò, negli scorsi giorni le proteste in tutto il paese sono cresciute. I sindacati hanno chiamato uno sciopero ad oltranza a livello nazionale, fino al ripristino del sussidio di carburante, minacciando di chiudere porti, stazioni di rifornimento, banche e operazioni petrolifere nel più grande produttore di greggio dell'Africa. Ricordiamo infatti che la Nigeria, con una media di 2,2 milioni di barili di greggio al giorno (dati Bloomberg aggiornati a dicembre) è il quinto fornitore delle importazioni di petrolio negli Stati Uniti. Il petrolio viene estratto in gran parte da Shell (90%), mentre i pozzi restanti sono in gestione a Exxon Mobil Corp., San Ramon, Chevron, Total SA ed Eni SpA, in joint venture con la proprietà statale Nigerian National Petroleum Corp.


La repressione della polizia si è fatta subito sentire: solo la scorsa settimana ci sono stati tre morti in tutto il Paese. E questo mentre il Paese è sotto lo scacco dei dei Boko Haram setta islamica che sta insanguinando il Nord-est della Nigeria per una lotta per il potere in cui la spaccatura religiosa si somma a quella etnico-regionale.

Il presidente Goodluck Jonathan ha già convocato una riunione di emergenza con i governatori di 36 Stati per questa sera ad Abuja, la capitale, per discutere di misure che possano contribuire a facilitare un aumento dei prezzi.

Intanto, in solidarietà con Occupy Nigeria, EIE e altri movimenti nigeriani, anche il movimento Occupy negli Stati Uniti sta convocando delle proteste territoriali.

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