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La Germania e l'inganno dell'austerity

La Germania e l'inganno dell'austerity

Pubblichiamo una nostra traduzione di un post del blog di Paul Krugman, nobel per l'economia e firma del New York Times sulla Germania e le politiche di austerity. 

È ormai chiaro che una delle principali motivazioni a fondamento dell'insistenza sulla austerità come la risposta ai problemi dell'Europa è la convinzione tra molti opinion leader tedeschi che la strada da percorrere sia indicata dalla loro esperienza nel corso dell'ultimo decennio.

Scrive Josef Joffe sul Financial Times: “Perché la Francia dovrebbe emulare l'ex cancelliere tedesco? Perché Schröder ha osato dire al suo elettorato ciò che né Hollande, né Nicolas Sarkozy avrebbero affermato neanche se fossero stati messi sulle spine. Nove anni fa, infatti, Schröder lanciò un monito al suo Paese: ridurre sussidi e spesa sociale, liberalizzare il mercato del lavoro e accettare la responsabilità individuale, altrimenti... Poi andò avanti con la sua "Agenda 2010". Ed ecco la Germania passare da zero al 3% di crescita nei due anni prima del crac economico, per poi tornare al 3 % negli anni successivi.

Quindi, quanto è utile il modello tedesco degli anni 2000?

Certamente è accaduto qualcosa [come si evince da questo grafico sul tasso di disoccupazione in Germania].

disoccupazione tedesca

Ma come è successo? Come ho sottolineato un paio di giorni fa, la Germania è riuscita a tirarsi fuori dalla sua depressione di fine millennio entrando in una fase di gigantesco surplus commerciale, che non tutti possono ottenere ora. Anche questo, tuttavia, non spiega tutto.

Questo surplus commerciale, infatti, è stato possibile perché la Germania ha avuto un notevole calo dei propri costi e prezzi rispetto agli altri paesi dell'area euro. Il tasso di cambio tedesco reale deriva dal costo del lavoro unitario rispetto allo stesso indice per la zona euro nel suo complesso, utilizzando dati OCSE (nota per i "secchioni": lo so che non è una procedura perfetta, ma non ho tempo di farla per bene, e so per certo che in linea di massima non cambierebbe molto).

Ciò che veramente colpisce dalla prospettiva attuale, tuttavia, è che la Germania è riuscita a realizzare questa "svalutazione interna", senza che avvenisse qualcosa di simile a una vera e propria deflazione:

krugman

Com'è stato possibile? La risposta è che vi era un'inflazione relativamente alta nella periferia d’Europa, per l'effetto di quei grandi flussi di capitale dal centro alla stessa periferia.

Per dirla diversamente: la Germania ritiene che l’esito positivo del suo aggiustamento sia dipeso dalla propria virtuosità, quando in realtà il suo successo è dovuto in gran parte a un boom inflazionistico nel resto d'Europa.

krugman

Ed ecco il punto: i tedeschi chiedono ora che la periferia d’Europa replichi il suo successo con il rigore (e in realtà faccia ancora meglio, perché l’aggiustamento e il rigore richiesto è ben maggiore) senza fornire un ambiente altrettanto favorevole, in sostanza i tedeschi stanno chiedendo che la Spagna e gli altri facciano quello che loro non hanno mai fatto: usare la deflazione per diventare competitivi.

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