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La salute è delle lobby. La Commissione europea e il farmaco proibito

L’intreccio fra interessi delle multinazionali e degli euro-burocrati negli uffici della Commissione europea nuoce gravemente alla salute dei cittadini europei. È l’avvertenza che andrebbe posta alla porta della Direzione Generale per la Sanità e i consumatori, travolta da un nuovo scandalo. Dopo le dimissioni del commissario alla salute John Dalli lo scorso ottobre, sospettato di aver preso parte a incontri segreti con le più potenti lobby del tabacco, il suo nome torna sotto i riflettori di un’inchiesta sulla mancata autorizzazione alla commercializzazione di un farmaco in grado di curare decine di persone affette da una rara malattia genetica al fegato. Ad essere in ballo, questa volta, gli interessi di una casa farmaceutica concorrente controllata dalla Chiesa avventista del settimo giorno.

Economia e dibattito pubblico: tecniche di amnesia collettiva

Nonostante ci sia ancora chi, sul Corriere della Sera, si ostina a dire che “la strada è obbligata”, le modalità di “salita” in campo del fu Professor Mario Monti sono l’occasione migliore per chiarire una volta per tutte che quel governo e le sue politiche non sono implicazioni necessarie di leggi fondamentali dell’economia. Se in assoluto è difficile definire l’economia una scienza naturale, dedita allo studio di leggi fondamentali in grado di dare risposte buone per ogni stagione, l’azione del governo Monti – così come la sua Agenda futura – si basa su considerazioni e scelte politiche, troppo politiche, in continuità con quelle delle forze che lo hanno sostenuto e lo sosterranno alle prossime elezioni.

Banche condannate per la speculazione finanziaria: una sentenza storica a Milano

Il tribunale di Milano ha condannato 4 banche accusate di una truffa sui derivati ai danni del Comune di Milano. Il giudice Oscar Magi ha condannato a una pena pecuniaria di un milione di euro ciascuno Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank. La sentenza ha anche disposto la confisca di 88 milioni di euro ai quattro istituti di credito. I fatti contestati risalgono al 2005. Magi ha condannato 9 imputati tra manager o ex a pene comprese tra i sei mesi e gli otto mesi e 15 giorni, e ne ha assolti quattro, come richiesto dall’accusa. Riportiamo un articolo di Andrea Baranes per sbilanciamoci.info

Bersani: 'non intendo rinegoziare il fiscal compact'

Dopo il grande exploit delle primarie era tornato ad essere silenzioso e molto meno visibile è tornato a parlare Pierluigi Bersani. Intervistato dal Financial Times ha dichiarato: "Non voglio rinegoziare il fiscal compact né nessuno degli accordi raggiunti nell'ultimo anno, ma è necessario guardare avanti. Ora mi piacerebbe che l'Europa si concentrasse sulla crescita e combattesse la recessione con la stessa tenacia con cui ha difeso l'unione monetaria. In caso contrario l'austerità, che è necessaria, nel lungo periodo potrebbe diventare un rischio."

Il programma Monti-Marchionne

A pochi giorni da quella che potrebbe essere l'ufficializzazione della candidatura a Presidente del Consiglio, il "tecnico" Mario Monti ha lanciato di fatto la sua campagna elettorale. Lo ha fatto dallo stabilimento di Melfi, in un contesto curato nei minimi dettagli dalla FIAT. In una sala "epurata" dalla FIOM e da possibili contestatori, come ben racconta Michele De Palma, responsabile nazionale FIAT della FIOM. Nonostante ciò numerosi giornali on line danno grande risalto alla "notizia" degli applausi degli operai. Sembra un goffo ma non per questo non efficace, racconto di una nuova marcia dei quarantamila, una "marcia" che non esiste se non grazie agli strumenti di ricatto del padrone sui dipendenti e al servilismo di UIL e CISL, con quest'ultima…

Numeri identificativi per la polizia: è l'Europa che ce lo chiede

Mentre va avanti la campagna promossa dal Corsaro per chiedere i numeri identificativi sulle divise delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, una buona sponda arriva in questi giorni dal Parlamento Europeo. L'assise di Strasburgo ha infatti approvato nei giorni scorsi una risoluzione in cui richiama gli Stati sovrani ad una serie di impegni per il rispetto dei diritti umani all'interno dell'Unione Europea, facendo anche un riferimento specifico alla necessità che tutti i Paesi membri dotino le divise delle proprie forze di polizia di un codice identificativo.
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