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Per i morti di Reggio Emilia, e per la speranza del loro luglio

prima pagina dell'unità morti di reggio emiliaSi chiamavano Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Erano operai e antifascisti, furono partigiani, si ricordano come i morti di Reggio Emilia. Era il 7 luglio 1960 di un’estate nata sotto i peggiori auspici di un governo Tambroni smaccatamente reazionario, espressione di quello che alcuni storici hanno chiamato il  "partito Gladio" guidato dai ministeri di Antonio Segni e Giulio Andreotti. E fermamente deciso a ripagare il debito dell’appoggio parlamentare al MSI, condendogli a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza e simbolo indelebile della liberazione italiana, la autorizzazione a svolgere il suo sesto congresso.

Bologna: i manganelli contro le parole

Piazza Verdi occupata BolognaBologna, via Zamboni, giovedì 23 maggio. I ragazzi e le ragazze di alcuni collettivi organizzano di fronte la facoltà di Lettere un'assemblea con studenti, lavoratori e precari per esprimere solidarietà alle lavoratrici della Sodexo di Pisa.

Quello che non tutti sanno, però, è che si può fare un'assemblea, ma non si può usare materiale atto alla diffusione sonora, perché altrimenti il diritto di riunirsi in assemblea si trasforma in un problema di ordine pubblico.

Viene montata l'amplificazione e puntuale arriva quindi una ventina di carabinieri in assetto antisommossa. Gli studenti, le studentesse e i precari presenti, dopo aver respinto in modo pacifico i carabinieri facendoli indietreggiare fino a Largo Respighi, iniziano la loro assemblea. Dopo quanto successo, però, l'assemblea non avviene più vicino alla facoltà di Lettere, bensì sotto il porticato del Teatro Comunale in Piazza Verdi.

Bologna: il referendum boccia il finanziamento alle scuole private

E' terminato lo spoglio, si chiude con una vittoria quella che i Wu Ming hanno definito una "battaglia delle Termopili", il referendum consultivo bolognese per decidere sulla destinazione dei fondi attualmente destinati dal comune emiliano alle scuole private paritarie. L'opzione A, cioè il no al finanziamento pubblico alle scuole per l'infanzia private, ha vinto, con il 59% dei voti, pari a 50.517 voti; l'opzione B sostenuta da PDL, PD, PD, Lega, centristi e cattolici e da larghissimi settori organizzati delle organizzazioni bolognesi ha ottenuto il 41% ovvero 36160 voti.

Spazi, sgomberi ed Europa: appunti sulle vicende bolognesi

murato bartleby sgomberoBisogna stare attenti ad aprire la pagina locale di Bologna in questi giorni. Un lettore poco attento potrebbe avere la sensazione di essersi svegliato in pieni anni di piombo con dibattiti sulla legalità, Rettori sotto scorta, città militarizzata e cortei ogni settimana. Nostalgia? Strategia repressiva? Voglia da parte della coalizione capeggiata dal PD di mostrare di essere finalmente pronti al governo del paese? Forse una, forse nessuna o forse tutte e tre le cose messe insieme, ma ancora una volta è ciò che nei giornali non viene stampato a fare la differenza. 

Bologna Pride 2012: tutt* in piazza

Oggi arriva nella capitale emiliana il BOLOGNA PRIDE  2012, la comunità GLBRQI di nuovo in piazza per i propri diritti e in solidarietà con la popolazione colpita del terremoto. Oggi ,al dilà delle solite polemiche, il Pride ci sarà. Per dire no alla omofobia e per chidere, senza mediazioni il matrimonio omosessuale e le adozioni, con la determinazione di sempre, ma nel rispetto della tragedia: niente carri delle associazioni, né musica. Ogni euro che sarà risparmiato andrà alle popolazioni colpite dal terremoto: un segno politico non indifferente: la comunità glbtqi ha un senso profondo di solidarità che affonda nei millenni di persecuzione e la modo particolarmente allegro che ha scelto per liberarsi.

E così per il corteo ci saranno gli artisti di strada e le bande cittadine guidate dalla Banda Roncati con musiche della tradizione emiliana, a ricordare – anche nella festa e nella lotta – il legame della manifestazione con il territorio ferito.

Ad aprire gli eventi della giornata, sempre nel segno della solidarietà, con un piccolo mercato di prodotti provenienti da aziende agroalimentari di Bondeno e Casumaro di Cavezzo, allestito alle 10 in piazza Nettuno.

Dalle 12.30, a Porta Saragozza, uno spazio sarà dedicato ai banchetti dei circoli Arci, impegnati nella raccolta fondi per i terremotati, e alla vendita di opere d´arte a favore di Mani Tese di Finale Emilia, oltre naturalmente a gazebo informativi delle associazioni e punti ristoro.

Qui, dalla ex sede storica del circolo Arcigay e luogo storico da dove partirono le prime manifestazioni gilbt, il celeberrimo Cassero di Porta Saragozza, alle 14.30 ci sarà il concentramento del corteo. Dopo un´ora, partenza per le vie Frassinago, Sant´Isaia, piazza Malpighi, Marconi, Mille, Indipendenza e Rizzoli, fino all´arrivo in piazza Maggiore, dove intorno alle 18 inizierà la musica.

Sul palco, presentati da Vladimir Luxuria, si alterneranno L´Aura, Mauro Venuti, Silvia Mezzanotte, Antonella Lo Coco e Jessica Mazzoli; interverranno inoltre i portavoce delle associazioni Lgbt e gli amministratori, tra i quali il sindaco Virginio Merola. Tra gli ospiti anche Ivan Zamùdio, padre di Daniel, il ventiquattrenne cileno torturato e ucciso lo scorso marzo a Santiago da un gruppo di neonazisti.

La conclusione dell´evento in piazza è prevista intorno alle 21, ma la festa non finisce qui: appuntamento al Parco Nord per il “Party Ufficiale”, il cui utile sarà devoluto ai terremotati.


Oltre alla festa, il Pride porta a Bologna prima di tutto la lotta per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, chiedendo l´emanazione di una legge che punisca l'omofobia, lesbofobia e transfobia, l´estensione del matrimonio alle coppie omosessuali e norme che garantiscano l´adozione di minori anche da parte delle persone singole e delle coppie dello stesso sesso.

Anche il mondo della conoscenza scende in piazza: La rete della conoscenza e L'arcigay hanno organizzato uno spezzone dedicato proprio a questo: combattiamo l'omofobia nelle scuole e nelle università, luoghi principe tanto del bullismo omofobico quanto delle battaglie di emancipazione dall'oppressione.

Soprattutto, con questo pride, si chiude definitivamente una fase concertativa con la politica: non un passo indietro sulle richieste, non un diritto meno degli eterosessuali.

 

Santiago non molla! Aiutiamo Sant'Agostino (FE) a risollevarsi

santiagononmolla#SantiagoNonMolla è un hashtag su Twitter nato nel Comune di Sant'Agostino, in provincia di Ferrara, alle 4.05 di domenica 20 maggio 2012. Inizialmente è servito per scambiarsi informazioni, coordinarsi e darsi supporto tra i giovani del paese terremotato ma, dopo la forte scossa di martedì 29 maggio, è diventato una raccolta fondi riconosciuta dal Comune.

Magneti Marelli: approfittando del terremoto provano a delocalizzare

magneti marelli

Si è già detto molto in questi giorni di come siano stati gli operai e i lavoratori in genere a pagare il prezzo più alto dei terremoti del 20 e del 29 maggio in Emilia-Romagna. In entrambi i casi, quasi tutte le vittime sono infatti morte mentre si trovavano sul luogo di lavoro.

Ma mentre si indaga e ci si scontra sulle responsabilità legate al crollo dei capannoni industriali – chi li ha progettati e costruiti e chi ha permesso ai lavoratori di rimetterci piede dopo il primo terremoto – al dolore e alla rabbia si aggiunge la forte preoccupazione per le possibili conseguenze per il futuro dei lavoratori degli stabilimenti ancora funzionanti.

Il fuoco della Costituzione e le ragioni di una vittoria. Note sul referendum bolognese

Il risultato del referendum bolognese è talmente evidente che l’unica arma che è rimasta per poterlo contrastare è il balletto delle percentuali. Potrei provare a rispondere a chi parla di affluenza bassa, di un dibattito che non ha coinvolto la città, di minoranze di attivisti impegnate in uno scontro ideologico. Potrei dire che a scegliere A sono state più di 50.000 persone, quasi il doppio dei 28.000 votanti delle primarie, potrei dire che 50.000 persone sono la metà dei 100.000 che hanno votato il Sindaco Merola, potrei dire anche che uno dei pochi precedenti di referendum comunale a Bologna è quello del 1997 sulle farmacie, dove andò a votare il 37% della cittadinanza (ma in una consultazione che rimase aperta per ben 3 giorni). Potrei provare a rispondere a tutto ciò, ma non lo faccio. Quello che voglio fare è provare a capire come sia stato possibile un “miracolo” come quello che un Comitato di una trentina di volontari fra genitori, insegnanti, docenti, intellettuali e semplici cittadini è stato capace di fare, avendo contro l’intero arco politico e istituzionale, nessuno escluso.

I “poteri forti” sono tali perché continuiamo ad immaginarli così, invincibili ed inarrivabili, divinità dell’Olimpo dotate di poteri che noi cittadini non possiamo neanche immaginare. 

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