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Marta Fana

Marta Fana

Anti-corruzione: indignazione e velocità non bastano

Affrontare oggi il tema della corruzione in Italia non è e non può più essere un'esigenza dettata dall’indignazione, dal risentimento verso la casta. Dobbiamo fare lo sforzo di ripensare la corruzione come il risultato dei rapporti di forza tra pubblico e privato, tra interesse pubblico e interesse privato, tra politica istituzionalizzata, che ha permesso e voluto questo stato di cose, e quella politica di strada, fatta sui territori da tutti quegli attivisti che da anni denunciano non soltanto l’inutilità di certi progetti, ma soprattutto il rischio di infiltrazioni criminali e processi corruttivi. Un rapporto di forza che distoglie denaro pubblico da interventi per l’occupazione, l’istruzione, la tutela ambientale a favore dell’arricchimento dei pochi. È il conflitto, bellezza! Ma è anche la realtà, bellezza, quella realtà politica fatta di slogan e scatti di velocità più fumosi che fumanti!

La scorsa settimana, quando è esploso lo scandalo del Mose di Venezia, il Presidente del Consiglio frettolosamente sosteneva che “Il problema sono i ladri, non le regole; i politici corrotti andrebbero indagati per alto tradimento”, proponendo una sorta di DASPO per politici e imprenditori implicati in vicende corruttive. Ma soprattutto il Presidente Renzi non si è fatto sfuggire l’occasione per sottolineare la propria rapidità d’azione, quella voglia di fare ad ogni costo, senza mai fermarsi a riflettere su un settore nevralgico come quello degli appalti pubblici, né tanto meno su come affrontare l’esistenza ormai sistemica della corruzione al suo interno.

Il pacchetto Bankitalia e il conflitto tra interesse pubblico e privato

Il surrealismo degli ultimi giorni in Parlamento con la spettacolarizzazione e volgarizzazione del dibattito politico sembrano aver preso il sopravvento sulle scelte politiche e politico-economiche sottostanti. È chiaro dunque che in questi “giorni cruciali” (per citare un documento sulle europee pubblicato da alcuni attivisti nei giorni scorsi sul Manifesto) il vero monito che dobbiamo rigorosamente seguire è quello di riappropriarci della sostanza del dibattito, con onestà intellettuale ma anche con dovere critico, oltre gli slogan che saranno presentati nella campagna elettorale per le Europee. 

Rientro dei capitali dall'estero: dal governo solo fumo negli occhi

“Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”

(Fabrizio De André, Nella mia ora di libertà. Storia di un impiegato, 1973)

Con cadenza quasi regolare torna il dibattito sull’evasione fiscale, sui numeri che le danno sostanza e sui progetti del governo per combatterla. Con cadenza ancora più frequente, emerge invece la dicotomia delle politiche del nostro governo nel contrastare piccoli e grandi evasori.

Pochi giorni fa l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i risultati dell’attività di contrasto, a cui prende parte anche la Guardia di Finanza, secondo cui ammonterebbero a circa 60 miliardi di euro nel solo 2013 i redditi (da lavoro e non) sottratti agli obblighi fiscali. Poiché il dato si riferisce ai riscontri dei controlli, i quali sono basati solo su un campione variabile di posizioni reddituali, siamo certi che l’entità vera dell’evasione è maggiore. Preme però notare che questi 60 miliardi escludono totalmente un altro dato sull’evasione, ovvero quello patrimoniale derivante dai capitali all’estero, ovvero la grande evasione che Banca d’Italia stima in circa 200 miliardi di euro, tout court. Questi capitali, uno stock patrimoniale, raramente sarà custodito dentro una cassaforte, quindi sicuramente reinvestito per produrre profitti anch’essi lontani dalle maglie del fisco.

Detroit: dopo il fallimento messo in vendita il patrimonio artistico della città

Durante l’estate scorsa Detroit ha dichiarato bancarotta. Fallita! Oggi rimangono milioni di dollari di debiti e i negoziati con i creditori per il risanamento del debito, affidati al commissario straordinario Orr. I due principali ambiti di intervento su cui la commissione straordinaria sta lavorando sembra siano il taglio alle pensioni e la vendita del patrimonio artistico.

Il decreto "destinazione italia" e i sostegni all'editoria

Il decreto #DestinazioneItalia è stato  approvato dal Consiglio dei Ministri e a noi italiani all’estero (l'autrice vive a Parigi ndr) vien la voglia di regalarci un mappamondo per scegliere la prossima destinazione fuori dall’Italia. Peccato che sui mappamondi il Governo Letta-Alfano non abbia previsto nessuna detrazione. Ma per ridare speranza al Paese si è deciso di rendere detraibili i libri, rigorosamente cartacei, al 19% per un tetto massimo di 2000 euro (1000 per acquisto libri scolastici e 1000 per le restanti categorie).

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