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Alice Eugenia Graziano

Alice Eugenia Graziano

Vandana Shiva: i legami tra le politiche economiche globali e la violenza contro le donne

Traduciamo un articolo di Vandana Shiva, pubblicato sul sito onebillionrising.org, in cui l'autrice indiana parla del movimento nato negli ultimi giorni contro la violenza, soprattutto sessuale, contro le donne in India e prova ad approfondire le connessioni tra le scelte di politica economica degli ultimi decenni e l'impressionante aumento della violenza contro le donne.

La coraggiosa vittima di uno stupro di gruppo a Delhi ha esalato l'ultimo respiro il 30 dicembre 2012. Questo articolo è dedicato a lei e alle altre vittime della violenza contro le donne.

La violenza contro le donne è vecchia quanto il patriarcato. Si è tuttavia intensificata divenendo più pervasiva nel recente passato. Ha assunto forme più brutali, come dimostrano la morte della vittima di Delhi e il suicidio della diciasettenne vittima di stupro a Chandigarh.

I casi di stupro e di violenza contro le donne sono aumentati negli anni. Il National Crime Records Bureau (NCRB) evidenzia come i 10.068 casi del 1990 siano diventati 16.496 nel 2000. I 24.206 casi nel 2011 testimoniano uno spaventoso aumento del 873% rispetto al 1971, anno in cui il NCRB ha iniziato a registrare i casi di stupro. Ed è New Delhi, dove avvengono il 25% dei episodi, la "capitale" indiana degli stupri.

Il Portogallo in lotta contro l'austerity

Il Portogallo, esattamente come l'Italia, la Spagna e la Grecia, sta subendo da più di un anno pesanti politiche di austerity, in nome dell'Europa, una vicenda non nuova per il questo paese, che già negli anni '80 aveva dovuto effettuare pesanti riforme costituzionali per entrare nell'Unione Europea, eliminando le parti più “radicali” di una costituzione scritta a pochi anni dalla Rivoluzione dei Garofani. Spesso questo paese viene dipinto come dormiente, docile e per questo è stato più volte citato ed elogiato come allievo modello delle nuove politiche di austerity europee. Chi si è espresso in questo modo dimostra senza dubbio una certa distrazione rispetto alle grandi mobilitazioni che hanno scosso il paese negli ultimi anni, di cui le imponenti manifestazione dello scorso sabato sono lo sbocco.

Ma dove ha vissuto l'ex ministro Profumo?

Francesco Profumo MinistroE' stata approvata definitivamente la legge di stabilità. Come ci si aspettava sull'università cade un ulteriore taglio al finanziamento statale (FFO) di 300 milioni, che si va a sommare ai precedenti tagli operati dai Ministri Gelmini – Tremonti.

Nei giorni scorsi il ministro Profumo aveva pianto lacrime da coccodrillo, rilasciando accorate dichiarazioni e interviste a giornali e televisioni per perorare la causa dell'università pubblica a rischio di collasso economico.

Dopo mesi di silenzio, all'improvviso, scendevano nuovamente in campo i rettori richiedendo soldi per l'istruzione pubblica, nuovamente sotto attacco. Tra di loro spiccava Profumo, che improvvisamente sembrava essere ritornato il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino che si lamenta dei tagli ministeriali e non il ministro del governo responsabile di quei tagli.
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