Due aggressioni razziste in Sicilia in una settimana

Scritto da Filippo Riniolo on . Posted in altrove

Settimana nera per il razzismo in Sicila, la bella isola del mediterraneo ha ospitato, suo malgrado 2 aggressioni: una ai danni di una trans a Catania il giorno di san Valentino e un altra contro tre venditori ambulanti nel cuore di Palermo.

La notte del 14 febbraio a Catania, in un pub del centro storico, una trans Michelle Santamaria, è stata aggredita con calci e pugni. É stata lei stessa a renderlo pubblico ai giornali accompagnata dall'avvocato dell'Arcigay Vincenzo Drago e dalla madre.

25 giorni di prognosi è il bilancio del pronto soccorso, che ha rilevato un trauma cranico e toracico e una vertebra fratturata. La ragazza ha raccontato di essere riuscita a sfuggire ai suoi aggressori che la hanno inseguta armati di coltelli anche fuori dal locale e di aver raggiunto un posto di polizia, dove ha sporto denuncia. Accanto a Michelle c'è la madre, Giuseppa Castagna. "Queste cose - ha detto la donna - non si fanno. Ad una madre fa male vedere una figlia distrutta cosi. Questo non lo auguro a nessuno. A Licata (dove vivono NDR) non abbiamo problemi. Michelle la conoscono tutti e tutti le vogliono bene perche è una ragazza a posto. Noi ci facciamo i fatti nostri, non abbiamo cattive amicizie. Siamo brava gente, siamo poveri ma onesti"

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Ieri invece, nel cuore di Palermo, un gruppo di adolescenti, dai 15 ai 18 anni, ha aggredito tre lavoratori nordafricani. Un pestaggio a sfondo razzista come riportano le testimonianze dei negozianti che per primi hanno aiutato i venditori ambulanti, mettendo in fuga i teenagers.

I ragazzi hanno dapprima tentato di impossessarsi della merce e dopo il tentativo di uno di loro di proteggere la propria mercanzia li hanno aggrediti con pugni, calci e un bastone urlando insulti a sfondo razzista. Uno dei tre malcapitati riporta una frattura del setto e dello zigomo.

A nulla è valsa la ricerca della polizia giunta sul posto, gli aggressori hanno fatto perdere ogni traccia.

Una brutta settimana quindi anche se tutti sperano che siano casi isolati e nessuno di buon senso confinerebbe il razzismo solo oltre lo stretto di Messina. Però due casi che fanno riflettere di un malessere che si scarica sulle condizioni e le persone più deboli, che ci racconta di come frustrazione si possa tradurre in desiderio di riscossa sociale o in guerra al più debole.