Commesse in sciopero contro le aperture domenicali
“Siamo noi gli schiavi moderni; è da prima delle feste che non riesco a passare un po' di tempo con i miei figli, loro sono a scuola da lunedì a sabato e io la domenica lavoro. Sempre”.
Oggi ai Giardini del Sole, centro commerciale a Castelfranco Veneto (Treviso), le commesse hanno scioperato perché le aperture domenicali non servono a nulla, né al rilancio dei consumi né, soprattutto, a loro e alla loro vita sociale.
La decisione di procedere con le aperture domenicali aveva provocato la levata di scudi da parte dei commercianti del centro storico che però non ha dato nessun risultato, anzi l'amministrazione comunale leghista ha deciso di non ostacolare (come invece successo a Padova) il centro commerciale con verbali e multe. Per fortuna sono stati i dipendenti stessi dei negozi a mobilitarsi per cercare di fermare le aperture selvagge.
“Vogliamo che la gente si renda conto che dietro alle aperture domenicali ci sono persone che sono totalmente sacrificate, che a volte nemmeno hanno un aumento in busta paga dato che al posto della maggiorazione per la festività si trovano a recuperare le ore con permessi extra”
La rabbia è molta perché l'adesione allo sciopero poteva essere maggiore, ma la paura di perdere il posto è tanta soprattutto quando il direttore che ti ritrovi non ha riguardo ad urlare a chi sta volantinando: “Non rompere i coglioni alle persone che vogliono lavorare!”
“Tenere aperto la domenica non serve perché non vengono fatte nuove assunzioni ma si aumenta il carico ai dipendenti già assunti; non serve ad aumentare i consumi perché se una famiglia può spendere 100 euro, sempre 100 ne spende anche con un giorno in più a disposizione. Oggi qui vedi tante persone con il carrello perché l'Iper ha distribuito buoni sconto da 8 euro, ma è tutta una finta: non stanno meglio, né loro né noi”.
Questa mattina le commesse hanno fatto un picchetto davanti gli ingressi del centro commerciale, hanno volantinato e fermato i clienti che si giustificavano imbarazzati spiegando di essere lì solo per lo sconto, hanno chiesto a tutti di non ripresentarsi le prossime domeniche. Hanno chiesto una vita normale.
Castelfranco è una piccola cittadina di provincia, qui l'eco delle proteste e delle rivendicazioni a volta stenta ad arrivare, quello che si è visto oggi è merito della tenacia di lavoratrici e lavoratori che si sono resi conto che a tutto c'è un limite, ed è merito anche di un sindacato che si è messo a loro disposizione dando voce alle denunce.
Noi abbiamo il compito di informarci, di comprendere e di sostenere questa protesta, perché la possibilità di un'alternativa a quello che stiamo vivendo passa anche da qui.

