Le chiavi di Atene

Scritto da Filippo on . Posted in Editoriali

I colloqui post-elettorali per la formazione di una coalizione di governo sono falliti. Si voterà il 17 giugno. Nel frattempo, è stato nominato un esecutivo per gestire l’ordinaria amministrazione, con a capo l’ex-presidente del Consiglio di Stato.


Nei 60 giorni più caldi che l’Europa abbia mai conosciuto dopo la crisi dei Balcani (tra le elezioni in sei paesi dell’Unione – Italia, Inghilterra, Francia, Grecia, Germania e Serbia – e collassi degli esecutivi in Olanda, Repubblica Ceca e Romania), la Grecia ha conteso fieramente il palcoscenico mediatico a colossi dello spettacolo come Francia o Germania. Add a comment

Quebec, gli studenti fanno dimette il ministro, arriva la repressione

Scritto da Roberto Maggio on . Posted in altrove

studenti quebec

Prosegue ormai da più di tre mesi la mobilitazione in Canada, e più precisamente in Quebec, contro una riforma che prevede l'aumento delle rette universitarie con un incremento del 75% in 5 anni. Gli studenti pagherebbero fino a 3.800 dollari l'anno.

La mobilitazione è ormai imponente e fa paura, al punto che il ministro dell'istruzione e vice premier del Quebec Lina Beauchamp ha rassegnato le sue dimissioni dall'incarico. Ma il governo non intende farsi intimidire e prepara la repressione. Secondo il Le Monde, infatti, il governo sta per varare un progetto di legge finalizzato a chiudere ogni spazio di partecipazione e mobilitazione. Non si tratta di arresti, bensì di salatissime multe.

Per un picchetto all'entrata delle lezioni la multa può essere davvero altissima, può variare tra i 777 e i 97mila euro in dollari canadesi. Si inaspriscono anche i criteri per il preavviso di una manifestazione e il suo percorso.

Gli studenti che già in passato hanno saputo sorprendere, si preparano a reagire, anche con battaglie legali.

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No alla precarietà, tutti in piazza il 26 maggio

Scritto da Redazione on . Posted in in piazza

precari 9 aprile

Si avvicina la discussione parlamentare della riforma del lavoro, calendarizzata al Senato per il 23 maggio, e ritorna anche la mobilitazione contro una riforma ritenuta iniqua, che riesce nell'impresa impossibile: ridurre i diritti di chi ne aveva sempre meno e non dar nulla, anzi peggiorare le condizioni di milioni di precari, giovani e non. 

Per questo il comitato "il nostro tempo è adesso" ha lanciato un appello alla mobilitazione, raccolto già da numerosissime sigle, per tornare in piazza: lo farà il 26 maggio, con una manifestazione per le strade di Roma che vedrà anche una corposa partecipazione da altre città italiane. Al centro della manifestazione non ci saranno solo i no alla riforma Fornero, ma anche molte proposte, come quelle raccolte nel decalogo del comitato. Altre informazioni sulla manifestazione sono disponibili sul sito lamegliogioventu.org

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