L'autodenuncia dei giovani dell'1%
I 19 giovani la cui lettera è stata pubblicata oggi in prima pagina sul Corriere hanno ragione: in Italia c’è una situazione di privilegio assolutamente ingiusta e non più sostenibile. I 19 sono anche particolarmente acuti nell’individuarla: “i nostri padri oggi vivono nella bambagia”.
Esatto: i loro padri vivono nella bambagia. Ed è molto coraggioso, da parte di questi nostri coetanei, avere l’onestà e la sincerità di denunciare i privilegi delle proprie condizioni sociali e familiari. Un coraggio che fa loro onore, soprattutto di fronte alla loro modestia: 19 singoli studenti, mettendo da parte i forti legami personali e familiari di alcuni di loro con il Pdl, si propongono umilmente come rappresentanti di un'intera generazione, con l'understatement tipico della prima pagina del Corriere della sera, noto strumento dell'autorganizzazione dal basso degli emarginati italiani.
Noi non possiamo che stare dalla loro parte: chi si può permettere di mandare i propri figli a passare le giornate in costosissime università private e le nottate nelle discoteche più alla moda è sicuramente un privilegiato, e la sua condizione stride di fronte al dramma quotidiano di centinaia di migliaia di giovani italiani, stretti nella morsa tra disoccupazione e precarietà. Noi siamo tra questi, e la solidarietà di questi nostri fratelli e sorelle più fortunati non può che farci piacere.
Nelle righe successive la loro lettera si fa confusa, ma crediamo di averne inteso il sincero spirito: propongono di tassare massicciamente i loro redditi familiari e di utilizzare il ricavato per finanziare l'uscita dalla precarietà di centinaia di migliaia di giovani italiani e la realizzazione di un reddito di base per disoccupati e precari. Un gesto coraggioso che non possiamo che apprezzare e rilanciare.

