Le chiavi di Atene
I colloqui post-elettorali per la formazione di una coalizione di governo sono falliti. Si voterà il 17 giugno. Nel frattempo, è stato nominato un esecutivo per gestire l’ordinaria amministrazione, con a capo l’ex-presidente del Consiglio di Stato.
Nei 60 giorni più caldi che l’Europa abbia mai conosciuto dopo la crisi dei Balcani (tra le elezioni in sei paesi dell’Unione – Italia, Inghilterra, Francia, Grecia, Germania e Serbia – e collassi degli esecutivi in Olanda, Repubblica Ceca e Romania), la Grecia ha conteso fieramente il palcoscenico mediatico a colossi dello spettacolo come Francia o Germania. Add a comment


C'è un'Italia che ha perso, è l'Italia dei giusti. Trenta Aprile di trent'anni fa, ore 9.20 in piazza Turba a Palermo la Fiat 132 di Pio La Torre, guidata dal suo collaboratore e compagno Rosario Di Salvo, viene crivellata di colpi.
Luca Manzato ha le idee chiare: "de umano quei no ga gnente" (di umano quelli non hanno niente). Chi sono quelli ce lo spiega la giornalista Cristina Genesin: quelli sono predoni "incappucciati", "carne da macello come i suoi compagni arruolati in Moldavia o in Romania da qualche gruppo criminale, pronto a organizzare batterie di ragazzini da mandare sul territorio per far razzie".
Come ogni anno revisionisti e finti benpensanti si scatenano in occasione del 25 Aprile per polemizzare intorno alla ricorrenza della liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Non si è fatto attendere Pierluigi Battista, che dalle colonne del Corsera di due giorni fa ha scritto un editoriale polemico e superficiale in cui punta il dito tanto contro gli studenti neofascisti, che nei giorni scorsi hanno contestato un partigiano al Liceo Avogadro di Roma, quanto contro chi nell'ANPI ha preso posizione dichiarando che Alemanno e Polverini non sono invitati al corteo romano del 25 Aprile.