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Il favoloso mondo di Virginia Raggi alla prova dei fatti.

Tra le polemiche sulla paralisi romana, le spaccature interne all'M5S - smentite dal Campidoglio -, l'attesa ancora della nomina, a tre mesi esatti dall'insediamento, dell'assessore al Bilancio dopo le rapide dimissioni del primo incaricato (l'ex Consob Marcello Minenna) e l'affrettata esclusione del secondo per indagini a suo carico (l'ex giudice della Corte dei Conti Raffaele De Domenicis), il 17 settembre la sindaca di Roma Virginia Raggi, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook e sul blog di Beppe Grillo, ha elencato “alcuni cambiamenti diventati realtà”. Ovvero l'operato di questi primi mesi di governo della capitale. Eccolo, alla prova del fact checking.

La Calabria senza voce e l'Italia che non vuole sentire

 

I recenti “fatti di Mèlito” sono stati l’ennesima occasione sprecata per una riflessione profonda e radicale su violenza di genere e potere mafioso al Sud, e non solo.

 

Lo stupro di gruppo di Mèlito di Porto Salvo è una storia di violenza di genere e di 'ndrangheta: i commentatori di ogni dove si sono distinti in larghissima parte (tra le pochissime eccezioni l’ottimo contributo della deputata Celeste Costantino) tra chi ha dato maggiore rilevanza all’una o all’altra dimensione dell’evento. Quasi tutti invece hanno condiviso la condanna per una Calabria perduta, senza speranze, incapace di riscattarsi agli occhi di quell’Italia benpensante che è invece bravissima a trovare capri espiatori nell’altro da sé, così da potersi autoassolvere da qualsiasi responsabilità. Nelle ore successive ci hanno tristemente pensato i fatti, non meno tragici, di Napoli (il suicidio di Tiziana Cantone) e di Rimini (lo stupro della diciassettenne in una discoteca) a smentire il tentativo di affidare alla Calabria una responsabilità in più nella brutalità della violenza di genere (così come ci pensano ogni anno le più di 150 vittime di femminicidi che portano la targa dell’intera nazione). Ma per comprendere appieno la vicenda di Mèlito bisogna necessariamente inserirla all’interno del contesto mafioso in cui è maturata. Il nostro tentativo parte dunque da qui, dalla necessità di riportare la complessità di quel che è successo e delle reazioni che sono seguite.

 

Forzato il picchetto: operaio ucciso da un camion di un altro lavoratore

Abdesselem El Danaf, operaio egiziano di 53 anni che stava picchettando all’esterno dell’azienda di logistica GLS di Montale, in provincia di Piacenza, è stato travolto e ucciso ieri in tarda serata dall’autista di un camion che ha forzato il blocco di lavoratori del sindacato USB.

L’Usb denuncia a Radio Onda D'Urto che il conducente del camion che ha travolto e ucciso il lavoratore e’ stato incitato a forzare il picchetto da un addetto vicino all’azienda. ”Gli urlavano ‘parti, vai!’ e quello e’ partito investendo il nostro compagno”.

Infografica: cronologia delle temperature medie della terra

La temperatura della Terra è in continuo cambiamento! Nel passato la Terra è stata anche più calda di ora! Queste teorie degli scienziati ci impongono una rivoluzione nello stile di vita quando non si sa ancora se ci sia veramente da preoccuparsi! Questo grafico mostra il cambiamento della temperatura della Terra nel corso di 22 000 anni di storia… dateci un’occhiata!

versione originale / traduzione

Olimpiadi: non (solo) una questione di legalità

C'è un non detto significativo nel dibattito di questi giorni sulla candidatura romana alle Olimpiadi 2024. In molti si concentrano sulla questione della legalità e del rischio di corruzione: alcuni per dire che è impossibile organizzare le Olimpiadi a causa di questi fattori, altri per dire che tali rischi vanno affrontati e combattuti, ma non possono bloccare le scelte di una città e del Paese.

Ezio Mauro e le élite in crisi di identità

Già nel 2012, in quel passato remoto contraddistinto dalla macelleria sociale di Mario Monti e Elsa Fornero, dalle forzature istituzionali senza precedenti di Re Giorgio Napolitano, dal tramonto di Silvio Berlusconi – accelerato dalle inchieste di Repubblica, spinte peraltro oltre un feticismo voyeuristico che dovrebbe essere duramente rigettato in un Paese civile. Ebbene, già all'epoca era intuibile la direzione che Ezio Mauro stava imprimendo alla propria vita professionale, studiando da novello Eugenio Scalfari. In altri termini, l'allora direttore di Repubblica cominciava a dare libero sfogo a quel patologico narcisismo che deriva dal percepirsi come uno dei principali opinion makers del Paese. Veniva così inaugurata la “stagione” dei grandi editoriali governisti: quelli scritti con un uso del modo indicativo così abbondante da non lasciare spazio (per lo meno in apparenza) a dubbio alcuno sulle proprie, presunte certezze.

 

L’ennesima beffa a giovani e precari(e): mobilitiamoci contro il fertility day

Quest’anno salutiamo l’estate con l’ennesima beffa del Governo a giovani e precari(e). Il Piano nazionale per la fertilità del Ministero della Salute sembra uno scherzo, non può essere vero. Le cartoline diffuse sul sito della campagna (chiuso dopo la giornata di lancio tra le polemiche) hanno provocato in ciascuno di noi un senso di disgusto e rabbia.

Reddito, salario e riduzione dell'orario di lavoro: discutiamone davvero

Il dibattito pubblico sul lavoro e sulla riforma del sistema di welfare sta assumendo nel nostro paese un rinnovato interesse. La crisi economica, con il conseguente aumento delle disuguaglianze e dei livelli di povertà,  ha spostato l’attenzione sull’urgenza di un intervento pubblico in grado di dare risposte efficaci a problemi divenuti strutturali. La presenza di un basso tasso di occupazione e l’aumento del livello di disoccupazione strutturale ha riproposto una divisione classica tra chi ritiene preferibile introdurre una misura universale di sostegno al reddito e tra chi considera opportuno individuare strumenti di assorbimento della disoccupazione, rispolverando le misure anti-cicliche di stampo keynesiano.

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